giovedì 28 novembre 2013

Prof. Carlo Bisacci


Prof. Carlo Bisacci

Flebologo e Chirurgo Generale

Specializzato in Chirurgia Generale - Università di Perugia

Dottore di Ricerca in Malattia delle Vene e dei Linfatici - Università di Perugia

Docente al Master di Medicina e Terapia Estetica - Università di Camerino

Docente al Corso di Perfezionamento in Flebologia Emodinamica- Università di Camerino

 
ECO-COLOR DOPPLER VENOSO DEGLI ARTI INFERIORI CON VISITA FLEBOLOGICA:

 Valutazione strumentale del circolo venoso degli arti inferiori.
 Valutazione delle procedure terapeutiche e di prevenzione.
 Trattamento chirurgico dell'insufficienza venosa superficiale degli arti inferiori con tecniche estetiche ed emodinamiche (trattamento in regime privato e convenzionato).
 Scleroterapia delle teleangectasie e delle varici reticolari degli arti inferiori.
 Scleroterapia emodinamica delle varici degli arti inferiori. L'E.S.E.C. (Eco-Sclerosi Emodinamica Conservativa) è una metodica ambulatoriale minimamente invasiva per il trattamento della malattia varicosa i cui presupposti concettuali si fondano sui principi emodinamici e sui principi evolutivi della sclerosi; tale metodica conduce a riduzione della stasi venosa (per frazionamento della colonna di pressione idrostatica) ed a mantenimento del drenaggio venoso grazie ad una sclerosi altamente mirata e selettiva in grado di conservare in maniera significativa il patrimonio safenico.

 
VISITA PROCTOLOGICA CON ANOSCOPIA PER PATOLOGIA EMORROIDARIA:

 Valutazione del grado della patologia emorroidaria ; valutazione delle procedure terapeutiche e di prevenzione.

 Trattamento delle emorroidi con  Dearterializzazione emorroidaria Doppler guidata con Laser, tecnica HeLP (trattamento in regime privato e convenzionato).

Prof. Carlo Bisacci

Chiusi Medica – Chiusi Scalo, via Morgantini 20/a

Cell. 393/3306131    E-mail:bisacci@hotmail.com

Riceve il martedì mattina previo appuntamento telefonico al: 366/3384000

mercoledì 27 novembre 2013

Chi è il naturopata e cosa fa

Il naturopata è l’operatore in Discipline Bio-naturali che attraverso molteplici tecniche naturali, favorisce il mantenimento del buon stato di salute e il benessere della persona in base alle sue caratteristiche costituzionali.

Applica metodiche bioenergetichee nutrizionali non invasive, per stimolare nella persona le capacità di autoguarigione, considerando gli aspetti costituzionali e le influenze ambientali.

Il naturopata professionista fornisce una consulenza attraverso l’educazione ai
principi dell’alimentazione naturale, agli stili di vita “secondo natura”, all’utilizzo di integratori fito-nutrizionali, giocando un ruolo di primaria importanza nel campo della prevenzione attiva.

Il naturopata cerca le cause che generano all’interno del corpo umano accumulo di tossine ( provenienti da alimenti, da condizioni di stress, dall’ambiente in cui si vive e lavora), e quali conseguenze tale accumulo scatena all’interno del corpo umano.

Il naturopata cerca di individuare, tra le varie possibilità di trattamenti, quello più indicato per il caso specifico, tenendo in considerazione la capacità energetica del soggetto, favorendo l’attivazione dei processi di autoguarigione innati dell’essere umano, rieducandolo alla prevenzione, al ripristino e al mantenimento dell’equilibrio fisico–mentale-energetico, rendendolo responsabile del proprio benessere.
 
Presso Chiusi Medica potrete trovare competenza e affidabilità nella figura di Angela Bibiani diplomata presso

http://www.naturopatia.it/

 
riceve previo appuntamento al numero
366 3384000

lunedì 25 novembre 2013

Alcoltest nullo

Oggi il Dott.Donati Leonardo, Medico Legale, ci propone questo interessantissimo articolo.
 
Alcoltest nullo se è omesso l'avviso della facoltà di farsi assistere
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 17.10.2013 n° 42667 (Simone Marani)
Non risponde del reato di guida in stato d’ebbrezza il conducente chenon è stato avvisato dalla Polizia Stradale di potersi far assistere da unavvocato di fiducia nell’esame deltasso alcolemico, indipendentementedal fatto che il conducente non eccepisca la nullità al momento in cuiviene steso il relativo verbale.
E' quanto emerge dalla sentenza 17 ottobre 2013, n. 42667 della QuartaSezione Penale della Corte di Cassazione.
Per principio generale, si afferma che la nullità, derivante dall'omesso avviso all'indagato da parte della polizia giudiziaria che procede ad un atto urgente ed indefferibile, come quello della sottoposizione delconducente all'alcoltest, della facoltà di farsi assistere dal difensore è di natura intermedia e deve ritenersi sanata se non tempestivamente rilevata o se non dedotta prima o immediatamente dopo il compimento dell'atto, ex art. 182, secondo comma, c.p.p.
Al tempo stesso, però, dalla lettura degli artt. 182 e 183 c.p.p., non si evince in alcun modo che l'omessa eccezione della nullità comporti automaticamente la sua sanatoria: di conseguenza, come rilevato dagli ermellini, in tema di nullità a regime intermedio, se la parte decade dalla possibilità di eccepirla, ai sensi del secondo comma dell'art. 182 c.p.p., l'invalidità non è automaticamente sanata, posto che il giudice ha pur sempre il potere di rilevarla d'ufficio nei più ampi termini di cui all'art. 180 c.p.p.
Infatti "se la parte decade dalla possibilità di eccepire la nullità, ha pur sempre la possibilità di sollecitare il giudice all'esercizio dei suoi poteri officiosi, ma non essendovi per questi l'obbligo del rilievo della nullità, l'omessa sua declaratoria non è sindacabile".
 
Per approfondimenti:
(Altalex, 19 novembre 2013. Nota di Simone Marani)
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE IV PENALE
Sentenza 17 ottobre 2013, n. 42667



venerdì 15 novembre 2013

Il Team di Chiusi Medica si amplia


MEDICO  ORTOPEDICO

Specialista  in

CHIRURGIA  VERTEBRALE  /  SCOLIOSI

 
già  Presidente

  Società  Italiana  Chirurgia  Vertebrale

e   Direttore

Divisione Chirurgia  Vertebrale  Scoliosi

 Dell’ Istituto “ Gaetano  PINI “ 

Milano

 
Riceve, previo appuntamento telefonico al 366 3384000

venerdì 25 ottobre 2013

Pidocchi del capo

In questo periodo le infestazioni da parte di questi "animaletti" soprattutto nelle comunità scolastiche è un'evenienza molto frequente  e assai poco gradita...vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come affrontarla al meglio.
I pidocchi sono insetti a sei zampe, le femmine utilizzano una colla invisibile per fissare le loro uova, nota come lendini, ai capelli. Le larve si schiudono dopo otto giorni. Normalmente si nutrono di sangue ogni due  ore e non possono sopravvivere più di alcuni giorni senza di esso.
 
Esistono  tre tipi di pidocchi che possono infestare a loro volta  il capo, il corpo o il pube. In questo articolo parleremo esclusivamente  del "Pediculus humanus capitis" ovvero del responsabile delle infestazione del capillizio.
 
Questo insetto, di circa 1 mm ha un colorito bianco-grigiastro e non ha ali, di preferenza vengono maggiormente colpiti i bambini perché tendono a stare maggiormente a stretto contatto.  
I pidocchi si trasmettono da un essere umano all'altro o per via diretta ( per contatto, ma non saltano)  o con lo scambio di pettini, spazzole e asciugamani. E' quindi fondamentale istruire i bambini a non scambiarsi oggetti come sciarpe, cappelli, mollettine etc.

La loro diffusione aumenta con l'igiene non adeguata e nelle convivenze in spazi ristretti. L'insetto  vive sul cuoio capelluto dove deposita le uova o lendini sul fusto del capello. Si nutre di sangue dal cuoio capelluto ed i suoi morsi provocano prurito, il grattamento compulsivo può portare poi all'infezione da parte di batteri con conseguente ingrossamento dei linfonodi laterocervicali ( cioè quelli che si trovano ai lati del collo) e in casi rarissimi a febbre. Se non si nutre dopo 48-72 ore muore, mentre le lendini sopravvivono per circa 10 giorni.
Luoghi preferiti per la colonizzazione sono la nuca e la zona retroauricolare. I pidocchi in movimento possono essere notati facilmente dai genitori così come le lendini se  in quantità, comunque in generale la diagnosi da parte del medico è semplice.
 
Fondamentale per non cadere in errore è sapere che le lendini  vitali sono quelle trovate sul fusto del capello vicino al cuoio capelluto, mentre le lendini situate ad una distanza di 7-10 mm dal cuoio capelluto, sono da considerarsi “non vitali” perche’ deposte 15-20 giorni prima . E quindi se si è effettuato già il ciclo di trattamento non è necessario ripeterlo.
 
Quale terapia?
La terapia richiede l’uso locale di prodotti specifici e il trattamento deve essere ripetuto dopo 7-10 giorni per eliminare eventuali pidocchi nati da lendini sopravvissute al primo trattamento. UN SOLO TRATTAMENTO  NON SERVE A NIENTE, anche se apparentemente vi sembra che la testa sia pulita. Fra un trattamento e l'altro per eliminare eventuali lendini  residue più facilmente, si può giornalmente,  applicare una dose generosa di balsamo per capelli e pettinarli ciocca per ciocca con un pettine a denti stretti.
 
Da ricordare:
Non esiste alcun prodotto in grado di prevenire l’infestazione ( inutile utilizzare spray, lozioni o shampoo preventivi), ma alcuni accorgimenti possono essere utili per evitare il diffondersi dei pidocchi e ridurre il rischio di contagio :
  1.  lavaggio dei vestiti e delle lenzuola a temperature superiori ai 60°C (o a secco) e nell’immersione in acqua calda di pettini e spazzole. E’ bene tenere in una camera ben arieggiata gli indumenti, la biancheria del paziente e i vari accessori per pettinarsi e di non usarli per 4-5 giorni (il pidocchio lontano dal capello vive 2-3 giorni).
  2. Gli oggetti (es. animali di peluche) che non possono essere lavati in acqua calda o a secco possono essere conservati per qualche giorno in sacchetti di plastica.
  3. Controllare periodicamente, con attenzione, i capelli specialmente a livello della nuca e dietro le orecchie per accertarsi che non ci siano lendini. Potrete aiutarvi con una buona fonte di luce o con una lente di ingrandimento.
  4. Controllare anche la testa di tutti i conviventi e di chi maggiormente frequenta la persona infestata, perché spesso sono loro la fonte del contagio. Se si tratta di un bambino, avvertire la scuola.
  5. Non e’ necessario tagliare i capelli per evitare i pidocchi; anzi, contrariamente a quanto si pensa, masse di capelli lunghi rendono meno agevole la trasmissione dei parassiti. I capelli corti possono, però, facilitare il controllo e la rimozione delle lendini.
Per eventuali chiarimenti o domande lasciate un commento al post, risponderò appena possibile.

Dott.ssa Serena Mazzieri




mercoledì 16 ottobre 2013

Chiusi Medica amplia il team di specialisti: arriva l'urologo

Dal prossimo mese entrerà a far parte del team di specialisti del nostro centro la Dott.ssa Claudia Bruscia, medico chirurgo, specialista in urologia.

Effettuerà:

·     Visite urologiche
·     Visite andrologiche
·     Visite uro-oncologiche
·     Visite uro-ginecologiche
·     Tecniche riabilitative del piano pelvi-perineale
 
Esami diagnostici:
·     Esami urodinamici
·     Uroflussimetrie

 
 


    Contatti:
                                          Cell. 340 5665940
                                          eMail: claudia.bruscia@libero.it

giovedì 19 settembre 2013

La battaglia del peso tra calorie ed emozioni. Un percorso interiore



Quante volte abbiamo pensato alla cioccolata come a una sorta di  antidepressivo o a una fetta di dolce come lenitivo per le delusioni affettive ?

Il cibo può avere una funzione consolatoria, una specie di “articolo di conforto” assumendo, a volte, un ruolo importante nella gestione del disagio emotivo fino a prendere la forma di veri e propri disturbi alimentari. Quando ci sentiamo insoddisfatti spesso si finisce con il cercare qualcosa da mangiare. E’ vero che l’assunzione di cibo è associata a un senso di piacere e golosità, ma questa importante componente che caratterizza l’alimentazione degli esseri umani fin dalla nascita, non è sufficiente a spiegare gli eccessi del mangiare; tanto più che questo comportamento alimentare non si accompagna appieno ad assaporare ciò che si mangia, bensì presenta una funzione puramente di “riempitivo interiore”. Siamo stati progettati per mangiare per esigenze energetiche; perché allora alcune persone sentono il bisogno di mangiare più del necessario ?

Siamo un’umanità malata di cibo, dal troppo al troppo poco: dalla mancanza per sopravvivere alle malattie da eccesso alimentare, alle troppe diete prive di fondamenti scientifici. E siamo anche circondati da un ambiente che ci fa vivere il paradosso di essere sempre più magri ma insieme di consumare di più. Esiste allora un punto su cui lavorare? Certo che sì. Questa chiave di volta, anche se lunga e difficile, sta in noi stessi. E’ opinione comune ritenere che possa esserci una correlazione fra stati emotivi e alimentazione. Chi ha in testa costantemente il pensiero di dimagrire, finisce per ingrassare sempre di più: il tormento di cosa mangiare al mattino, a pranzo, l’ossessione del conto calorico, porta a far scattare qualcosa che induce a divorare del cibo che possa darci l’emozione di piacere e  stimolo, spesso senza il senso di fame. E più pensiamo al cibo da non assumere più il solo fatto di averci pensato ci induce a desideralo e a mangiarlo. Il pensiero che buca la nostra mente“oggi devo evitare certi cibi”è la miccia che innesca la bomba “abbuffata”. Quindi azzeriamo la mente. Certo non tutti i soggetti reagiscono alla stessa maniera quando iniziano ad affrontare uno stile alimentare diverso. Quello che è sbagliato è parlare di diete, al plurale. Se non si soffre di una patologia, non esistono diete, ma la dieta: ovvero lo stile di vita, ed è su questo che tocca puntare. Non scivoliamo sulla “dieta miracolosa”, sui medicinali che fanno perdere 15 chili in un mese e che invece condannano a un eterno yo-yo e finiscono per deteriorare la salute. Perché il miglior sistema per diventare obesi è seguire molte diete. Invece di mettere il nostro corpo sulla bilancia mettiamoci le nostre emozioni. Non di certo si dimagrisce con le imposizioni, mettendo lacci alla bocca o trasformando il cibo in un oggetto da calcolare, misurare, valutare per le calorie che contiene. Non certo fa bene diventare un robot dell’alimentazione. Cambiamo piuttosto l’atteggiamento mentale, usciamo dai pensieri.

Il peggior modo per dimagrire è seguire una dieta, ancor peggio se rigida e strampalata: nessuno dimagrisce con gli obblighi e con le imposizioni. E lo sanno bene i professionisti della salute: l’anamnesi alimentare resta uno dei punti salienti nell’affrontare un percorso di rieducazione nutrizionale. Bisogna porre l’attenzione non tanto su quanto il paziente mangia ma piuttosto su quali sono i momenti della giornata in cui avverte maggiormente il bisogno di farlo, portandolo a individuare lo stato emotivo in sottofondo. Nel caso in cui l’assunzione di cibo è motivata da stati emotivi gli interventi volti principalmente a limitare o regolare l’alimentazione rischiano di risultare improduttivi. Infatti il soggetto avvertendo immutato il bisogno di mangiare può avere difficoltà a portare avanti “la dieta” e talvolta può sentirsi deluso, avvilito a causa di questa incapacità. La difficoltà a perdere peso viene percepita come un fallimento personale, potenziando i vissuti che minano l’autostima. Risulta quindi ancora più importante che i pazienti vengano orientati verso un approccio ai problemi del sovrappeso che tenga conto dell’ingrediente emotivo per non far assumere al paziente un ruolo passivo.

Per dirla in sintesi e semplicisticamente: per dimagrire bisogna usare la testa e non la bilancia. Se riduciamo la carica di ansia che accompagna il problema si facilita la perdita di chili; aumenta l’autostima, si impara a dire di no, a controllarsi maggiormente, ad accettare l’idea che le ricadute siano inevitabili e non debbano essere percepite come fallimenti che automaticamente generano i sensi di colpa. I nostri istinti primari non possono essere spenti come un interruttore. Le nostre emozioni hanno origine da stimoli esterni, ma siamo noi i veri responsabili delle nostre reazioni emotive, anche se molto spesso siamo abituati a scaricare la responsabilità sugli eventi esterni. Quello che fa soffrire una persona o la fa abbuffare può far restare indifferente un’altra. Reagiamo in un certo modo perché siamo condizionati dai nostri schemi mentali e questi schemi li applichiamo automaticamente e li rafforziamo quotidianamente. Questo significa agire per automatismi e ognuno di questi impedisce di vedere le cose da punti di vista diversi. Ci ingessa, ci cristallizza e ci impedisce di essere flessibili e senza pregiudizi. Quindi è importante riconoscere ed esprimere in modo congruo le nostre emozioni, imparando a gestire i fenomeni neurovegetativi che da esse scaturiscono decidendo se e quale azione deve dar seguito all’attivazione emozionale e quindi al comportamento. Non possiamo resettare il nostro cervello dall’oggi al domani come fosse il disco rigido di un computer, possiamo solo lavorare con un percorso interiore, ogni giorno e con tranquillità, affidandoci a chi non ci promette metodi facili e drastici per dimagrire.

Come diceva il premio Nobel per la medicina Joseph Goldstein: ”Non puoi fermare le onde, ma puoi imparare a cavalcarle”.